Liceo delle Scienze Sociali

Liceo delle Scienze Sociali

 

Il Liceo delle scienze sociali risponde a diffuse esigenze che provengono dalla società e dalla cultura tese ad acquisire saperi e competenze nel campo delle Scienze umane e sociali e di comprendere le dinamiche del vivere sociale, i codici linguistici e comunicativi, al fine di provocare comportamenti controllati e consapevoli.

Elemento fondante del nuovo Liceo è l’unitarietà dei saperi, vale a dire un’equilibrata coniugazione di:

1. Saperi Linguistico-letterari-filosofico-storici in grado di sviluppare lo spirito critico del giovane anche nei confronti di quegli “educatori” selvaggi che sono i grandi media e le reti informatiche. Infatti una solida base culturale offre gli strumenti per orientarsi nella società dell’informazione, per essere capaci di situare e comprendere in maniera critica le immagini e i dati e gli pervengono da molteplici fonti.

2. Saperi scientifici e tecnici in grado di sviluppare “competenze professionali”, ma anche di far assimilare i valori dell’attività di ricerca (osservazione sistematica, curiosità e creatività intellettuale, sperimentazione pratica, cultura della cooperazione) e la capacità di rimettere tutto in discussione anche come base fondante dell’essere veramente democratico.

3. Competenze metodologiche che permettono di imparare da soli, di valorizzare il saper fare e di sviluppare pienamente l’attitudine individuale al lavoro.

4. Competenze relazionali, vale a dire la capacità di porsi in relazioni positive con gli altri, di comprenderne i bisogni e di operare nel sociale

Obiettivi formativi del Liceo delle scienze sociali

Conoscere:

  • le forme e le dinamiche dei processi comunicativi personali e sociali in prospettiva diacronica e sincronica;
  • le categorie antropologiche necessarie alla comprensione e alla classificazione dei fenomeni culturali.

Essere in grado di:

  • problematizzare le esperienze culturali di natura comunicativa a livello personale, sociale, antropologico;
  • comunicare mediante composizione articolata, anche con strumenti mass-mediali, attraverso una riscrittura dei messaggi;
  • progettare in gruppo, esercitando capacità di autocontrollo;
  • maturare una disponibilità al cambiamento come riconoscimento e valorizzazione della differenza propria ed altrui.

Nel biennio le discipline hanno un forte valore orientante. L’accento deve quindi porsi sui nuclei fondanti delle discipline stesse tali da permettere allo studente di aver acquisito alla fine del biennio sia quella cultura che quelle abilità di base generali e specifiche che consentano non solo di affrontare con successo il triennio ma anche di uscire verso il “mondo della formazione al lavoro” potendo utilizzare crediti formativi sia in entrata che in uscita.

Aspetto fondamentale sia dell’attività didattica che del modello organizzativo di tutte le aree sono i laboratori intesi come metodologie per l’attività di apprendimento, parte integrante dell’intero processo in cui gli studenti esplicano la loro operatività mettendo a frutto le conoscenze, le competenze e le abilità acquisite, nell’ottica di nuovi apprendimenti.

Il laboratorio favorisce sia l’incontro tra le discipline, facilitando il superamento delle scissioni interne, sia l’interiorizzazione delle stesse e il lavoro cooperativo.

Nel biennio alcune discipline avranno come luogo esclusivo della loro didattica proprio il laboratorio, in quanto strumento metodologico più vicino alle caratteristiche di apprendimento di quella fascia di età.

L’uso delle tecnologie multimediali e informatiche sarà trasversale a tutte le discipline e dovrà favorire negli studenti l’acquisizione non solo di competenze “tecniche”, ma soprattutto la consapevolezza del loro essere “mezzi” e non “fini”.

L’alfabetizzazione informatica multimediale ha difatti valore solo se favorisce lo sviluppo dell’atteggiamento critico.

Area logico-linguistica

L’area logico-linguistica costituisce una costellazione di discipline fra loro strettamente connesse dal denominatore comune dell’accostamento ragionato e metodico allo strumento comunicativo fondamentale dell’uomo: la lingua. La triplice distinzione in lingua latina, o lingua della memoria, lingua italiana, o lingua propria e contemporanea, e lingua straniera o lingua contemporanea, ma lontana dall’esperienza immediata, deve essere intesa come distinzione e non separazione di campo. L’analisi dei codici linguistici potrà trarre dalle reciproche osservazioni spinta per approfondimenti e consolidamenti delle conoscenze in un’ottica di integrazione globale dell’educazione linguistica.

Lo studio della lingua non si dovrà quindi ridurre ad una schematica catalogazione tassonomica delle forme e delle funzioni, ma si dovrà configurare come acquisizione degli elementi fondamentali delle tre lingue e del metalinguaggio necessario a farne oggetto di riflessione, nella prospettiva di una formazione all’autonomia del pensiero e della capacità di esprimersi.

Area storico-sociale

Quest’area, attraverso l’articolazione nelle due discipline di Storia e Diritto, deve contribuire alla conoscenza e alla discussione delle caratteristiche salienti delle civiltà antiche e moderne, al fine del superamento dell’eurocentrismo e in funzione dell’abitudine al rispetto delle civiltà “altre”, attraverso l’acquisizione del valore delle differenze come risorse.

Il Diritto, in particolare, deve produrre fondamentalmente la conoscenza critica dei caratteri generali dell’assetto istituzionale della nostra organizzazione politico-sociale, attraverso l’assimilazione dei contenuti e dei valori della Costituzione Repubblicana.

Dal punto di vista metodologico si ritiene che la forma del laboratorio sia l’approccio più adeguato per l’acquisizione di conoscenze e di abilità specifiche.

Area matematico-scientifica

Le discipline dell’area matematico – scientifica sono funzionali ad una formazione al rigore e alla precisione nell’elaborazione dei dati e al loro confronto con la realtà. Questa educazione alla concretezza e al rispetto del dato si deve peraltro coniugare con l’esperienza della formalizzazione e della acquisizione di un linguaggio specifico adeguato alla formulazione e alla comunicazione dell’esperienza scientifica. In tale prospettiva l’educazione logico linguistica e quella matematico scientifica si coniugano in un intervento articolato e non univoco avente per obiettivo la formazione di un habitus mentale che abbia confidenza con operazioni logiche e con l’impostazione e la soluzione di problemi,

Area motoria

Anche l’educazione motoria nel contesto generale di questo biennio deve intendersi fondamentalmente come acquisizione delle possibilità espressive del linguaggio corporeo. In tal senso l’educazione fisica non si presenta solo come un’occasione di attività fisica, ma come vero e proprio campo di ricerca e di espressività linguistica in senso lato.

Area artistico espressiva

Lo studio dei linguaggi non verbali costituisce un momento qualificante nella formazione al senso della pluralità dei codici di comunicazione. La società contemporanea, costituendosi come un universo di significati, di messaggi e di linguaggi, esige che la persona sia in grado di coglierli senza restare vittima dell’onda imponente di comunicazione che quotidianamente si forma da una pluralità di fonti significative. Quest’area risponde anche all’esigenza molto forte e spontanea presente negli allievi di questa fascia d’età, i quali sono particolarmente ricettivi e disponibili a lasciarsi coinvolgere da questo universo comunicativo. Contestuale al momento dello studio dei linguaggi deve essere anche l’educazione a distinguere il bello dal piacevole, il significativo dal seducente, il liberante dal vincolante.

Area delle scienze sociali

Le discipline, attraverso la specificità dei saperi e delle competenze e le loro reciproche connessioni, consentono di riconoscere e interpretare

  • i meccanismi di interazione “tra individui” e “tra individui e gruppo”,
  • le regole di comunicazione sociale secondo una prospettiva che considera fondante da un lato la dimensione storica, per chiarire come ogni fenomeno, per essere compreso, vada posto in relazione al contesto di appartenenza e dall’altro la dimensione antropologica che consente di accedere a competenze indispensabili a leggere con criteri comparabili i comportamenti individuali e sociali, pur lontani nel tempo, nello spazio e tra le culture.

Il triennio si sviluppa in una linea di continuità formativa con il biennio, affronta in modo organico lo specifico disciplinare, ricostruisce in forma più articolata la storia culturale e orienta verso scelte più definite di studio e di lavoro.

In particolare le discipline sono affrontate secondo i seguenti criteri:

  • definizione del campo di indagine della disciplina, fondazione dei principali sviluppi storici, metodologia e fondamentali strumenti di indagine, relazioni interne tra scienze umane e sociali;
  • individuazione dei contributi disciplinati per studiare lo sviluppo psichico, i fenomeni sociali e le problematiche relazionali con costruzione di percorsi di approfondimento a carattere monografico e pluridisciplinare;
  • attivazione di esperienze pratiche che, parallelamente all’acquisizione di conoscenze e competenze teoriche da parte degli allievi, fornisca termini di verifica e di riscontro.

 

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